Categorie: #IncitementForgiveContest | Autore: Inciters

Inizio a scrivere l’introduzione di questo articolo, consapevole che vivere è l’atto più generoso che possiamo fare, perchè vivere significa donarsi. Attraverso la nostra vita abbiamo l’opportunità di donare noi stessi realizzando opere sociali che possano sostenere i nostri più alti ideali, per il bene nostro e quello dell’intera umanità.  Lorenzo Olivieri 

Zuzana Balazova

Voglio raccontarvi la storia di ciò che mi ha colpito più di tutto durante la giornata internazionale del per-dono che si è svolta a Roma, nella città eterna. Il primo giorno è stato intenso, perché dopo il lungo viaggio, trovarmi in un contesto nuovo, ci ho messo un pò per adeguarmi. E’ stato bello ed emozionante in alcuni momenti, sentire le storie delle persone che hanno vissuto delle situazioni davvero intense nella loro vita e nonostante tutto questo, hanno la forza di andare avanti, di seguire la loro missione per la quale sono venuti qui. Ho sentito più volte i brividi sul mio corpo, ascoltando le storie personali di chi aveva il coraggio di parlare della propria vita davanti a tante persone. In particolare mi è piaciuta la storia di Scarlett, una Donna americana, una Madre forte, che ha perso suo figlio in una tragedia nelle scuole elementari, una delle sparatorie più brutte della storia americana. Sentire la sua storia mi ha suscitato dentro un emozione enorme di quanto una madre può essere forte, coraggiosa, nonostante aver perso suo figlio, consapevole del fatto che lui è sempre presente, manifestandosi in altre forme. Qualche minuto prima di morire Jesse, il suo figlio, un bambino di 6 anni, ha scritto sulla lavagna nella classe questo messaggio: Amore che nutre e guarisce.

E’ stato un EROE, prima di morire ha salvato altre anime e di questo una madre può essere solo orgogliosa, di aver portato al mondo un figlio così coraggioso. Il posto c’è e ci sarà sempre nel cuore di una madre e sicuramente anche nei cuori di tante altre persone, che ricorderanno ciò che Jesse ha scelto di portare qui in questo mondo. Ora lei sta portando il messaggio importante nella società di oggi ed è il suo stesso messaggio, che ha lasciato a tutti noi prima di andarsene.

Amore che Nutre e Guarisce

Dopo è stato ritrovato anche un altro messaggio che Jesse ha lasciato al suo fratello sulla scrivania, forse qualche ora prima di morire. Secondo voi può essere che Jesse sentisse tutto questo? Sentiva che avrebbe concluso il suo viaggio qui? Secondo me si. I bambini percepiscono molto di più di noi adulti, perché sono più connessi al mondo divino e la loro comunicazione con l’invisibile è molto più forte rispetto alla comunicazione di un adulto. Il messaggio che ha lasciato a suo fratello è questo:

Have a Lot of Fun

Ho i brividi mentre lo scrivo e sicuramente toccherà anche te, che stai leggendo. Si GIOIA è la GUARIGIONE di tutti i mali ed è il DONO più grande che si possa fare ad una storia così.

Yvonne Pizzigati

La bellezza del Per-Dono. La vita è meravigliosa magia. In un certo senso credo di averlo sempre saputo, già da bambina guardavo il mondo e mi meravigliavo della sua straordinaria bellezza. Eppure è soltanto negli ultimi due giorni trascorsi a Roma, che ho avuto la certezza di quanto questa affermazione sia vera: il mondo è magia e la magia riescono a crearla gli esseri umani, uniti per uno scopo più alto.
Ho trovato non solo compagni di viaggio e di avventura, ma fratelli e sorelle con cui far vibrare il cuore; Roma si è donata con tutta la sua bellezza e ha fatto da cornice ad un evento magnifico. Il perdono e il sapersi donare sono stati il tema centrale di questi incontri incredibili. Uomini e donne che con il loro coraggio ed il loro amore hanno saputo trasformare le loro vite, a volte toccate profondamente da eventi terribili (come ci hanno raccontato Francesca del Nero, Eva Cannas e Scarlett Lewis), in opere meravigliose, in veri capolavori di bellezza, in doni straordinari per gli altri. Esempi viventi di come il vero significato del perdonare, citando Daniel Lumera, è rendere ogni evento della nostra vita un “dono” per se stessi e gli altri. Si dice che la bellezza salverà il mondo. Io credo fermamente, oggi più che mai, che il dono di se stessi cambierà profondamente le nostre esistenze perché porterà la vera bellezza in noi permettendoci di esprimere il nostro vero potenziale; liberi dall’odio e dalla paura, potremo così trasformare il mondo in un posto migliore dove vivere ed essere felici.

Scegliamo allora ogni giorno l’amore, la compassione, la gratitudine, il coraggio e la magia, ma soprattutto il Per-dono.

Let’s go Inciters, let’s go givers! #forgiveness

(nella foto qui sopra Walter Klinkon presentatore della Giornata Internazionale del Per-Dono, foto scattata nella sala della Protomoteca al Campidoglio)

Roberta Sabrina Scicutella

Un’altra legge, quella del cuore. Il messaggio che sento di condividere, dopo queste due giornate intense ed estremamente nutrienti per la mia anima, è che anche dietro ai gesti folli, di pazzi o assassini, c’è sempre un dolore che possiamo conoscere o ri-conoscere e da cui imparare. Ce l’ha insegnato Jesse, il bimbo di 6 anni di Scarlett Lewis, definito un eroe per aver messo in salvo altri bambini e la sua insegnante durante la sparatoria nella sua scuola elementare.

Giorni prima di morire, in quel giorno di 4 anni fa, aveva disegnato un angelo con accanto un uomo cattivo, dalla testa tutta pasticciata di marrone da cui si intravedeva però una luce, disegnata in precedenza, proprio dietro la sua testa. La sua mamma oggi, in onore di Jesse, diffonde il messaggio di amore, compassione e perdono, promuovendo l’educazione emotiva nelle scuole. E ancora la famiglia di Eva Cannas, lei a cui a poco più di vent’anni hanno ucciso i suoi due fratelli, si rivolse al papa in visita alla sua terra, la Sardegna barbaricina, testimoniando di come la sua famiglia avesse infranto “regole sociali tacite” e scelto la strada delle legge e del perdono, rinunciando alla vendetta.

Mi ha commosso conoscere le storie e gli scritti di alcuni carcerati, che grazie al percorso del perdono oggi sono persone profondamente e onestamente nuove

“Non prendere in considerazione l’anima di un uomo quando nasce ma quella che è quando muore” Ho imparato che il perdono non è un atto di debolezza ma dà invece un senso al dolore. E’ un esercizio di amore, significa reagire o meglio pro-agire in maniera costruttiva. E’ una soluzione sofferta ma necessaria, perché l’evento in sé non cambia ma, la vita può assumere una qualità diversa, sana e allora possiamo scegliere se stare dalla parte del dramma e del dolore o dell’amore e della cura. Inizialmente il perdono è una scelta, poi diventa un processo. Il coraggio è l’inizio, l’inizio della guarigione, anche quando le cose non vanno come si vorrebbe.

Il perdono è agire liberi dall’odio.

Un sentito GRAZIE, per queste giornate di importante esempio e purissimo amore, le porto con me, le praticherò e contribuirò a diffondere sempre più questo messaggio. Con amore, Roberta Sabrina Scicutella

Tommaso Miceli

Sabato 11 marzo ho presenziato al Convegno sulla Giornata Internazionale del Perdono che si è tenuta a Roma. Il Convegno è stato ideato e organizzato dalla My Life Design Foundation rappresentata da Daniel Lumera e Annalisa Caria. Sono intervenuti alcuni relatori, portatori ciascuno di esperienze esistenziali di coraggio e successo spirituale…uomini e donne che hanno affermato da diversi punti di vista la Sacralità dell’Uomo e della Vita e hanno trasmesso entusiasmo ed energia spirituale per spronare ciascun presente ad impegnarsi per affermare la Luce e la Gioia in un mondo abbrutito da un’infinità di orrori che interrogano le intelligenze degli uomini sulle cause profonde di tante miserie che affliggono il nostro modo di esserci su questa Terra. L’Idea di mettere il PER-DONO al centro di una Visione Esistenziale ha un enorme Valore Morale e Spirituale…evoca il Luminoso Insegnamento di Gesù che non ha rinunciato al Perdono neanche sulla croce, rivolgendosi a Dio con la celebre richiesta di clemenza per i suoi uccisori: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. In questa invocazione di Gesù rinveniamo la radice prima dell’orrore e dell’abbrutimento morale: l’ignoranza (avidya in sanscrito). Come acutamente ha osservato Osho, il celebre filosofo indiano, la frase di Gesù è quella di un vincente che ha compassione per l’ignoranza dei suoi crocifissori che non sanno quello che fanno, nel senso che non sanno che non possono uccidere Gesù, che infatti risorge dopo 3 giorni.

Non si può uccidere la Luce, non si può spegnere il Sole, lo si può offuscare con le nebbie dell’ignoranza.

Il Sacro Compito di ogni Uomo che ha scoperto che la Vita è alimentata dall’ “Amor che move il Sole e l’altre stelle” (per citare il Sommo Poeta), è quello di condividere con gli altri Esseri Umani questa scoperta, per partecipare alla più grande intrapresa che si possa compiere: propiziare l’Evoluzione Spirituale degli Uomini.

(qui sopra in sequenza da sinistra; Angelica Querin, Walter Klinkon, Renato Accorinti, Gianluca Gallo, Renzo Maggiore, Giuliana Ubertini)

Paola Poli

Difficile riassumere in poche righe tutto quello che è successo e in questi due giorni, ma una cosa mi è chiara:

ci siamo trovati al centro di un profondo cambiamento,

stare lì a rinforzato in me il sentire che davvero il mondo si sta rinnovando. Il primo giorno è stato un’esplosione di emozioni, un toccare conmano come attraverso il perdono, la bellezza dell’animo umano riesca a trasformare tutto il dolore, la sofferenza e la paura in speranza, progetti e poesia.

Il secondo giorno è stato una scoperta. Ripensare all’economia, questa cosa che ho sempre percepito come un freddo mostro che dall’alto indirizza e governa le nostre vite, in una manifestazione del nostro mondo interno, cambia totalmente la prospettiva.

Sostituire all’attuale sistema economico della competizione un’economia del Dono, del dare senza nulla chiedere in cambio è qualcosa di potente.

Tante le testimonianze che mi hanno ispirata, da quelle più teoriche e ispirazionali a esempi di realtà italiane. Tra i tanti mi ha colpito l’intervento di Genevieve Vaughan, che vede la sostituzione dell’attuale economia dello scambio con un modello di economia del dono su base materna, dove dai senza nulla chiedere in cambio, su cui si possa fondare una nuova società compassionevole; e quello di Oscar di Montigny che ci ha tracciato l’evoluzione della nostra società verso la nuova economia 0.0 dove non sarà la velocità a fare la differenza ma l’orientamento.

Nell’attuale V.U.C.A. world (volatile, incerto, complesso, ambiguo) il sistema sta crollando ed è quindi necessario che emergano nuove caratteristiche.

Poiché l’uomo è di natura un economista e quello che ci unisce è molto più di ciò che ci divide; attraverso la gratitudine, la consapevolezza e l’utilizzo del denaro come energia sarà possibile giungere a un’economia 0.0 del “right profit” dove un’azienda trarrà profitto dal proprio prodotto, il cliente sarà soddisfatto e grato poiché si produrrà anche un vantaggio per la collettività.

Dopo queste due giornate, in cui tutti mi hanno mostrato un così grande ribaltamento di paradigma sento che sarà impossibile non seguire questa nuova direzione dove la nostra bussola sarà il cuore.

Alessandra Valzania

La punteggiatura che unisce. Arrivata senza aspettativa, calamitata con curiosità dal ronzio di due parole Economia e Per-dono di primo acchito così lontane e dissonanti, ho ascoltato testimonianze stupefacenti, che hanno messo in atto, trasformando in realtà una delle frasi guida di questa filosofia, così rivoluzionaria e sovversiva:

«Il nostro perdono è un atto di coraggio»,

cosa più vera e provocatoria non poteva riassumere questo moto interiore! La potenza del per-dono delle Madri e l’Amore incondizionato e creativo che ne scaturisce, riversato totalmente verso il futuro, libero da ogni attaccamento, con la lungimiranza di chi ama l’essere umano e vuole liberarlo da ciò che lo porta alla distruzione e sofferenza! Cuori aperti anche quelli di chi apparentemente lavora per gli altisonanti e capitalistici mondi di Business ed Economia che dimostrano quale sia la proporzione necessaria per un modello di crescita consapevole ed evolutivo ovvero

«ricevi nella misura in cui doni»!

E’ Straordinario e Possibile, e in questi due giorni ci è stata data la possibilità di avere Fiducia, la possibilità di cambiare la porzione di spazio che ci è dato di trasformare, attraverso la Gratitudine e il Dono. Tanta semplicità per un’immensa rivoluzione di Coscienza. Un’Opportunità che ognuno di noi incarna nella propria Consapevolezza di essere una parte dell’Unità!

Maria Teresa Scafarelli

Un piccolo gruppo di visionari può generare un’ onda di cambiamento capace di toccare nel profondo la vita di migliaia di persone. Ecco il primo pensiero quando rivivo nella mia mente la giornata di venerdì scorso nella Sala della Protomoteca del Campidoglio. Le storie, le persone ed il luogo hanno disegnato un’atmosfera quasi surreale, densa di emozioni, unica. Un momento di delicatezza in cui parole come 

PERDONO, GRATITUDINE, SOGNO diventano la cura di speranza per un universo confuso e arrabbiato.

Dopo questa giornata il messaggio che porto con me è questo: “Noi siamo creatori della nostra realtà attraverso le scelte che compiamo ogni giorno. Scegliere la strada del perdono non modifica gli eventi ma ci permette di dare un senso alla sofferenza trasformando il dolore in amore.”  Un grazie di cuore a Daniel Lumera, Eva Cannas, Francesca Del Nero e Scarlett Lewis per l’esempio di coraggio e la profonda ispirazione.

 (qui sopra in sequenza da sinistra: Stefano Scialpi, Gianluca Galli, Maria Teresa Scafarelli, Paola Poli, Erica Carapia)

Giulia Covello 

Appena uscita da una doccia di emozioni, una di quelle docce in cui all’asciugatura istantanea dell’accappatoio preferisci che sia l’aria fresca a far evaporare l’acqua, con calma e senza fretta.

Ho partecipato alla realizzazione della Giornata Internazionale del Perdono nel gruppo di volontari, quindi a volte ero tra il pubblico e a volte più in disparte e questo mi permetteva di osservare. Osservare persone in profondo ascolto, direi in preghiera. Osservare i sospiri tra un intervento e l’altro, osservare le emozioni, la lacrima sulla guancia o un sorriso. Osservare che molti, ascoltando, ascoltavano loro stessi, erano completamente dentro, chissà a chi si pensa quando si parla di perdono, di relazioni, di liberazione, di amore. Chissà quanto ognuno di noi si è identificato in una storia raccontata.

Ho visto anche tanti eroi, di quelli che fanno a pezzi l’odio, la rabbia e la paura, per fondersi in un senso di fratellanza, per portare un messaggio di pace, che sicuramente è un messaggio sofferto, nato dal più nero dei dolori, di quelli che spezzano il fiato, come la perdita di un figlio, di un genitore, di un fratello.. o di un compagno.

Ho visto negli occhi di chi raccontava, la grazia del dono.

Ho visto la devozione alla vita, il coraggio di volerla rendere migliore nel cambiamento di prospettiva delle cose che capitano. Ho visto incarnare il concetto “possiamo sempre scegliere come affrontare le cose che la vita ci mette davanti, come farci influenzare da esse e quanto lasciare che ci trasformino dentro”.

Ho visto la bellezza del momento, persone che se erano lì è perché si stanno ponendo delle domande e sicuramente sono in cerca di un’alternativa, una possibilità, un nuovo punto di vista.

E dietro le quinte, quanta dedizione in ogni singola persona che con la propria mansione ha reso possibile la buona riuscita delle due giornate! Percepire che con il proprio servizio si è contribuito a qualcosa di davvero importante, il secondo anno di una ri-unione che vuole essere esempio di direzione: quella del cambiamento personale, in vista di quello collettivo, nella cornice del Perdono,inteso come abilità innata dell’essere umano. Se solo lo scegliessimo. E quindi la speranza che il senso del perdono non rimanga solo un bello slogan pubblicitario, o belle parole, ma che sia un vero processo interiore e profondo in grado di

“portare in luce di più le cose che ci uniscono, piuttosto che quelle che ci dividono”.

Grazie della Presenza a tutti i partecipanti di corpo e d’anima.

(nella foto sotto, da sinistra: Giulia Covello, Emanuela Tedesco, Paola Ferraro)

In seguito a questo importante appuntamento, sei pronto per iniziare il prossimo passo? La realizzazione di un progetto sociale che possa essere presentato come un Dono alla giornata internazionale del 2018?

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