Categorie: Realizzazione Personale | Autore: Morris

Mi capita spesso di pensare:

“Avrà capito quello che ho detto?”

In ogni contesto della nostra vita la relazione con gli altri è importante e fondamentale. Sin dai tempi delle caverne abbiamo avuto bisogno del resto della tribù per cacciare: la nostra sopravvivenza era legata a quella degli altri membri del gruppo. Oggi lo facciamo in tutti gli ambiti della nostra vita ma per necessità diverse o per piacere; pensiamo ad esempio a:

  • lavoro;
  • tempo libero;
  • amicizia;
  • vita privata;
  • ecc;

L’importanza di comunicare bene

Siamo “animali sociali” inteso come specie biologica. Chi sta bene anche da solo tendenzialmente lo fa per mancanza di buona compagnia più che per scelta volontaria, anche se in alcuni momenti capita a tutti di voler stare soli senza confusione attorno. A questo punto sorge la domanda:

Comunico bene quando parlo con gli altri?!

Diamo a ognuno la possibilità di fare un’autoanalisi critica e sincera che è sempre la cosa migliore (ti ripeto… Sincera!). Tendenzialmente quando abbiamo difficoltà di comunicazione con gli altri, scarichiamo le responsabilità del fraintendimento perchè pensiamo: “Ho ragione io”. Ma ha davvero importanza chi ha ragione? Hai senz’altro notato che davanti a queste delicate situazioni, se ti confronti con altre persone, buona parte ti dà ragione. Se la stessa cosa la fa chi ti si oppone, ottiene lo stesso risultato. Possiamo dire quindi che è un metodo che dà scarsi risultati? Secondo te come mai?

L’avvocato difensore che è in noi

Ebbene sì, ognuno di noi ha un avvocato interiore, sempre pronto a difendere le proprie ragioni. Quando ci confrontiamo con gli altri esponiamo il nostro punto di vista e in minimissima parte quello dell’oppositore, che regolarmente si sbaglia. In base agli elementi che diamo a chi ci ascolta come “saggio consigliere” è logico pensare che ci dia ragione, perchè sono gli stessi elementi che hanno portato noi a pensare in un certo modo. Sarebbe interessante esporre e capire i motivi anche dell’altro ma se lo facessimo la discussione mancherebbe. In sostanza, parliamo con gli altri per chiedere consigli ma è come se parlassimo da soli davanti a uno specchio che ci dà ragione perchè stiamo involontariamente annuendo con la testa. Siamo sempre fantastici in ogni nostro modo di essere!

Quindi cosa possiamo fare per evitare le discussioni?

Ci sono diverse possibilità:

  1. adottare il metodo “Io ho ragione e tu non capisci un c….o”: attualmente il metodo più diffuso nella società moderna per creare scontri e divisioni. Essendo il più diffuso qualcuno potrebbe ritenerlo quello migliore perchè se lo fanno tutti allora siamo “garantiti della sua efficacia” (ho paura!);
  2. “mi isolo dal mondo e vivo da eremita”: nessuno può capirmi quindi parlo con gli stambecchi sulle dolomiti (ti ricordo che il mondo ha anche bisogno di te per cambiare in meglio);
  3. “cerco di capire il tuo punto di vista”: sì costa fatica, sì è difficile, sì serve pazienza e rispetto dell’altro. Soltanto così però ho modo di capire il risultato della mia comunicazione e posso migliorarmi ogni giorno per evitare situazioni spiacevoli già vissute. Finchè scarico le responsabilità sugli altri non imparo niente.

Finchè è colpa dell’altro io non imparerò mai niente e una situazione non risolta senz’altro si ripresenterà e magari ancora più difficilmente risolvibile. anche perchè c’è sempre tempo per cambiare opinione e crescere nella propria evoluzione. Winston Churchill diceva che:

“ll rimangiarmi le mie parole non mi ha mai dato l’indigestione.”

 

A questo punto mi chiedo: “Avrai capito quello che ho detto?”

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Morris

Come Content Manager condivide articoli e spunti nella newsletter e nella pagina Facebook di Incitement Lab Veneto e sul blog Incitement Italy. In qualità di consulente, supervisiona lo svolgimento delle attività durante gli eventi live. Morris Bottazzi, per gli amici Morris, è da sempre appassionato di comunicazione e leadership. Inizia all'età di 17 anni a lavorare come pr in vari locali notturni con lo scopo di mantenersi e poter continuare a studiare. Successivamente lavora di giorno, studia la sera e fa il pr di notte. Si laurea presso l'Università di Siena in ambito sanitario continuando il lavoro di giorno e le pubbliche relazioni fino all'età di 27 anni per poi scoprire la filantropia e il servizio ai più bisognosi. Entra nell'associazione che più lo appassiona conciliando lavoro in ambito sanitario e servizio ricoprendo vari ruoli. È stato Presidente di questa associazione e ha fatto numerosi service pro-terremotati, difesa attiva della donna dalle aggressioni e molti altri. Spesso interviene come relatore e formatore in collaborazione con vari enti.

"Con il giusto pensiero e modo di agire, chiunque può ottenere ciò che vuole."

Come fondatore del progetto Sferya.com si occupa di sostenere questo movimento in quanto le rispettive vision e mission sono coerenti. Insieme a Incitement Italy, ha supportato in modo attivo il Progetto Scuola 3.0.

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